Make.com cos'è e come funzionano i crediti
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Make (make.com) è una piattaforma di automazione no-code che permette di collegare applicazioni diverse e far passare dati dall’una all’altra senza scrivere codice, usando un editor visuale. Per una PMI è spesso il primo strumento di automazione “serio” dopo i fogli di calcolo: si parte da un’esigenza concreta (un modulo del sito che deve finire nel CRM, una fattura da archiviare, un messaggio da inviare al team) e in poche ore si ha un flusso funzionante.
In questa guida spiego cos’è Make, i concetti base e soprattutto come funzionano i crediti, l’unità di fatturazione che ha sostituito le “operazioni”. È il punto che più spesso genera dubbi e bollette inattese. Le informazioni sono tratte dalla pagina prezzi e dalla guida ufficiale ai crediti di Make, consultate a ottobre 2026.
I concetti base: scenari, moduli, esecuzioni
Scenario
Uno scenario è un workflow automatizzato costruito in Make. Definisce come diverse app comunicano e lavorano insieme. Tipicamente uno scenario si attiva quando riceve un dato da un’app (ad esempio una nuova riga in un Google Sheet), trasforma quel dato come serve e lo invia a un’altra app (ad esempio Airtable o il tuo CRM).
Modulo
Ogni “pallino” dello scenario è un modulo: un’azione su un’app (leggere, cercare, creare, aggiornare, eliminare un dato) oppure uno strumento interno di Make (trasformare testi, aggregare, iterare). I moduli sono il punto in cui si consumano i crediti.
App e integrazioni
Make offre integrazioni standard con oltre 1.000 app di terze parti, ognuna con molte azioni disponibili. Per i servizi che non hanno un’integrazione pronta, puoi usare richieste HTTP o creare app personalizzate verso qualsiasi servizio con un’API pubblica.
Cosa sono i crediti
Secondo Make, i crediti sono la valuta che acquisti e consumi per usare la piattaforma. Hanno sostituito il termine “operazioni” come unità di fatturazione; Make specifica che per i piani esistenti prezzi e costo dei crediti restano invariati, e che il costo dei crediti varia in base al piano.
La regola generale è semplice: ogni volta che un modulo esegue un’azione, consuma crediti, e per la maggior parte delle app non AI 1 operazione = 1 credito. Esempi che contano, secondo la pagina prezzi ufficiale:
- leggere dati da un’app o da un webhook;
- cercare dati in un’app;
- creare, aggiornare o eliminare dati in un’app;
- trasformare dati con gli strumenti integrati;
- aggregare righe di dati in un array o in un testo;
- iterare righe di dati.
Ci sono anche eccezioni che non consumano crediti: i moduli di gestione errori (Rollback, Break, Resume, Commit, Ignore) e il modulo Router.
Un esempio concreto
Immagina uno scenario che ogni volta che arriva un modulo di contatto dal sito:
- riceve i dati tramite webhook (1 credito);
- cerca se il contatto esiste già nel CRM (1 credito);
- crea il contatto (1 credito);
- invia una notifica al commerciale su Slack o via email (1 credito).
Sono circa 4 crediti per ogni lead. Con 300 lead al mese fanno circa 1.200 crediti. Ora immagina lo stesso scenario che, invece di ricevere un webhook, controlla ogni 5 minuti se ci sono nuove righe: anche quando non trova nulla, il controllo consuma. È qui che molte PMI vedono esaurirsi i crediti senza capire perché.
Attenzione anche agli iteratori: se uno scenario elabora un ordine con 20 righe e per ogni riga esegue 3 moduli, quell’ordine consuma decine di crediti. Make stessa ricorda che uno scenario può consumare “da due crediti a migliaia di crediti in una singola esecuzione”.
Crediti fissi e crediti dinamici
La guida ufficiale distingue due modalità di consumo:
- Consumo fisso: il modulo usa un numero prestabilito di crediti per esecuzione, indipendentemente dalla dimensione dei dati. Per esempio, il modulo Google Drive > Upload a File usa sempre 1 credito per file caricato, qualunque sia la dimensione. Alcuni moduli più complessi (ad esempio di Make AI Content Extractor) hanno un consumo fisso superiore, indicato da un’etichetta specifica.
- Consumo dinamico: alcune funzioni AI e avanzate consumano un numero variabile di crediti in base all’uso effettivo: token, dimensione dei file, numero di pagine o tempo di elaborazione.
Crediti e intelligenza artificiale
Con l’arrivo degli agenti AI, questo è diventato il punto più delicato. Make prevede tre situazioni:
- Make’s AI Provider (tutti i piani): Make si collega al modello AI per conto tuo, senza che tu debba aprire un account con OpenAI o Anthropic. Paghi a Make crediti calcolati su operazioni e token. È disponibile in Make AI Agents e Make AI Toolkit, con modelli a livelli (Small, Medium, Large) o modelli specifici dei provider.
- Connessione AI personalizzata (solo piani a pagamento): colleghi il tuo account OpenAI, Anthropic, Gemini ecc. con la tua API key. Paghi a Make i crediti per le operazioni e paghi direttamente il provider per i token.
- Connessione AI automatica (tutti i piani): alcune funzioni come Make AI Web Search e Make AI Content Extractor usano un provider scelto da Make; i crediti dipendono da token, operazioni e altri fattori.
Il rapporto tra token e crediti dipende dal modello: i modelli più potenti consumano molti più crediti per lo stesso testo. Make pubblica la tabella di conversione aggiornata nella guida ai crediti e avverte che modelli e tassi possono cambiare. Il mio consiglio: per compiti semplici (classificare un’email, estrarre un dato) usa un modello piccolo e verifica il consumo reale su qualche decina di esecuzioni prima di attivare lo scenario in produzione.
Cosa succede se finiscono i crediti
Secondo le FAQ ufficiali:
- gli scenari si fermano finché non vengono aggiunti crediti;
- i webhook in arrivo vengono messi in coda, fino alla capacità di coda disponibile, e vengono elaborati quando gli scenari ripartono;
- gli scenari che fanno polling cercheranno i record a partire dall’ultima esecuzione riuscita.
Le opzioni per rimediare sono tre: fare upgrade del piano, acquistare crediti extra in pacchetti da 1.000 o 10.000 al prezzo fisso del tuo abbonamento, oppure attivare l’acquisto automatico di 10.000 crediti prima che finiscano (disponibile su Core, Pro e Teams).
I crediti scadono
Un dettaglio da non trascurare: i crediti non utilizzati scadono alla fine del periodo. Anche i crediti extra scadono dopo un mese (abbonamento mensile) o alla fine dell’anno (abbonamento annuale sui piani Pro e Teams). Non conviene quindi “fare scorta”.
I piani di Make
Make propone un piano Free e piani a pagamento Core, Pro, Teams ed Enterprise. Il piano Free include 1.000 crediti al mese. I prezzi dei piani a pagamento dipendono dal numero di crediti scelto e dalla fatturazione (annuale o mensile, con l’annuale più conveniente): consultali direttamente sulla pagina prezzi, che è l’unica fonte affidabile e cambia nel tempo.
Ogni piano include anche una usage allowance proporzionale ai crediti: per ogni 10.000 crediti, secondo la pagina prezzi, 5 GB di trasferimento dati, 10 MB di data storage, 10 MB di spazio per esecuzioni incomplete (massimo 2 GB) e 667 posti nella coda webhook (massimo 10.000).
Se annulli l’abbonamento, il piano a pagamento resta attivo fino a fine ciclo e poi l’organizzazione torna al piano Free.
Come risparmiare crediti: 6 regole pratiche
- Preferisci webhook al polling ogni volta che l’app di origine lo permette.
- Allunga gli intervalli di schedulazione: un controllo orario basta per la maggior parte dei processi amministrativi.
- Filtra presto: metti i filtri subito dopo il trigger, così i dati inutili non attraversano moduli che consumano.
- Usa i moduli “search” con criteri precisi invece di leggere liste intere e filtrarle dopo.
- Aggrega quando possibile: inviare un unico riepilogo invece di dieci notifiche separate.
- Monitora il consumo per scenario nelle prime settimane e intervieni su quello che consuma di più.
Make o n8n?
Make fattura per modulo eseguito (crediti), n8n per esecuzione completa del workflow. Per flussi brevi e poco frequenti la differenza è minima; per flussi lunghi, con molti passaggi o volumi alti, il modello di n8n può essere più prevedibile. Ne parlo nel confronto n8n vs Make per PMI e nella guida ai prezzi di n8n. Se vuoi partire subito con Make, segui il tutorial primo scenario per gestire i lead.
In sintesi
- Make è una piattaforma no-code per collegare app tramite scenari fatti di moduli.
- I crediti hanno sostituito le operazioni: in genere 1 azione di un modulo = 1 credito; Router e gestori di errore non consumano.
- Le funzioni AI possono avere consumo dinamico basato sui token.
- Se finiscono i crediti gli scenari si fermano (i webhook vanno in coda); i crediti scadono a fine periodo.
- Il piano Free ha 1.000 crediti al mese; per i prezzi dei piani a pagamento fai sempre riferimento alla pagina ufficiale.