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Make.com cos'è e come funzionano i crediti

Di Federico Francolini · Aggiornato il 27 ottobre 2026

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Make (make.com) è una piattaforma di automazione no-code che permette di collegare applicazioni diverse e far passare dati dall’una all’altra senza scrivere codice, usando un editor visuale. Per una PMI è spesso il primo strumento di automazione “serio” dopo i fogli di calcolo: si parte da un’esigenza concreta (un modulo del sito che deve finire nel CRM, una fattura da archiviare, un messaggio da inviare al team) e in poche ore si ha un flusso funzionante.

In questa guida spiego cos’è Make, i concetti base e soprattutto come funzionano i crediti, l’unità di fatturazione che ha sostituito le “operazioni”. È il punto che più spesso genera dubbi e bollette inattese. Le informazioni sono tratte dalla pagina prezzi e dalla guida ufficiale ai crediti di Make, consultate a ottobre 2026.

I concetti base: scenari, moduli, esecuzioni

Scenario

Uno scenario è un workflow automatizzato costruito in Make. Definisce come diverse app comunicano e lavorano insieme. Tipicamente uno scenario si attiva quando riceve un dato da un’app (ad esempio una nuova riga in un Google Sheet), trasforma quel dato come serve e lo invia a un’altra app (ad esempio Airtable o il tuo CRM).

Modulo

Ogni “pallino” dello scenario è un modulo: un’azione su un’app (leggere, cercare, creare, aggiornare, eliminare un dato) oppure uno strumento interno di Make (trasformare testi, aggregare, iterare). I moduli sono il punto in cui si consumano i crediti.

App e integrazioni

Make offre integrazioni standard con oltre 1.000 app di terze parti, ognuna con molte azioni disponibili. Per i servizi che non hanno un’integrazione pronta, puoi usare richieste HTTP o creare app personalizzate verso qualsiasi servizio con un’API pubblica.

Cosa sono i crediti

Secondo Make, i crediti sono la valuta che acquisti e consumi per usare la piattaforma. Hanno sostituito il termine “operazioni” come unità di fatturazione; Make specifica che per i piani esistenti prezzi e costo dei crediti restano invariati, e che il costo dei crediti varia in base al piano.

La regola generale è semplice: ogni volta che un modulo esegue un’azione, consuma crediti, e per la maggior parte delle app non AI 1 operazione = 1 credito. Esempi che contano, secondo la pagina prezzi ufficiale:

Ci sono anche eccezioni che non consumano crediti: i moduli di gestione errori (Rollback, Break, Resume, Commit, Ignore) e il modulo Router.

Un esempio concreto

Immagina uno scenario che ogni volta che arriva un modulo di contatto dal sito:

  1. riceve i dati tramite webhook (1 credito);
  2. cerca se il contatto esiste già nel CRM (1 credito);
  3. crea il contatto (1 credito);
  4. invia una notifica al commerciale su Slack o via email (1 credito).

Sono circa 4 crediti per ogni lead. Con 300 lead al mese fanno circa 1.200 crediti. Ora immagina lo stesso scenario che, invece di ricevere un webhook, controlla ogni 5 minuti se ci sono nuove righe: anche quando non trova nulla, il controllo consuma. È qui che molte PMI vedono esaurirsi i crediti senza capire perché.

Attenzione anche agli iteratori: se uno scenario elabora un ordine con 20 righe e per ogni riga esegue 3 moduli, quell’ordine consuma decine di crediti. Make stessa ricorda che uno scenario può consumare “da due crediti a migliaia di crediti in una singola esecuzione”.

Crediti fissi e crediti dinamici

La guida ufficiale distingue due modalità di consumo:

Crediti e intelligenza artificiale

Con l’arrivo degli agenti AI, questo è diventato il punto più delicato. Make prevede tre situazioni:

  1. Make’s AI Provider (tutti i piani): Make si collega al modello AI per conto tuo, senza che tu debba aprire un account con OpenAI o Anthropic. Paghi a Make crediti calcolati su operazioni e token. È disponibile in Make AI Agents e Make AI Toolkit, con modelli a livelli (Small, Medium, Large) o modelli specifici dei provider.
  2. Connessione AI personalizzata (solo piani a pagamento): colleghi il tuo account OpenAI, Anthropic, Gemini ecc. con la tua API key. Paghi a Make i crediti per le operazioni e paghi direttamente il provider per i token.
  3. Connessione AI automatica (tutti i piani): alcune funzioni come Make AI Web Search e Make AI Content Extractor usano un provider scelto da Make; i crediti dipendono da token, operazioni e altri fattori.

Il rapporto tra token e crediti dipende dal modello: i modelli più potenti consumano molti più crediti per lo stesso testo. Make pubblica la tabella di conversione aggiornata nella guida ai crediti e avverte che modelli e tassi possono cambiare. Il mio consiglio: per compiti semplici (classificare un’email, estrarre un dato) usa un modello piccolo e verifica il consumo reale su qualche decina di esecuzioni prima di attivare lo scenario in produzione.

Cosa succede se finiscono i crediti

Secondo le FAQ ufficiali:

Le opzioni per rimediare sono tre: fare upgrade del piano, acquistare crediti extra in pacchetti da 1.000 o 10.000 al prezzo fisso del tuo abbonamento, oppure attivare l’acquisto automatico di 10.000 crediti prima che finiscano (disponibile su Core, Pro e Teams).

I crediti scadono

Un dettaglio da non trascurare: i crediti non utilizzati scadono alla fine del periodo. Anche i crediti extra scadono dopo un mese (abbonamento mensile) o alla fine dell’anno (abbonamento annuale sui piani Pro e Teams). Non conviene quindi “fare scorta”.

I piani di Make

Make propone un piano Free e piani a pagamento Core, Pro, Teams ed Enterprise. Il piano Free include 1.000 crediti al mese. I prezzi dei piani a pagamento dipendono dal numero di crediti scelto e dalla fatturazione (annuale o mensile, con l’annuale più conveniente): consultali direttamente sulla pagina prezzi, che è l’unica fonte affidabile e cambia nel tempo.

Ogni piano include anche una usage allowance proporzionale ai crediti: per ogni 10.000 crediti, secondo la pagina prezzi, 5 GB di trasferimento dati, 10 MB di data storage, 10 MB di spazio per esecuzioni incomplete (massimo 2 GB) e 667 posti nella coda webhook (massimo 10.000).

Se annulli l’abbonamento, il piano a pagamento resta attivo fino a fine ciclo e poi l’organizzazione torna al piano Free.

Come risparmiare crediti: 6 regole pratiche

  1. Preferisci webhook al polling ogni volta che l’app di origine lo permette.
  2. Allunga gli intervalli di schedulazione: un controllo orario basta per la maggior parte dei processi amministrativi.
  3. Filtra presto: metti i filtri subito dopo il trigger, così i dati inutili non attraversano moduli che consumano.
  4. Usa i moduli “search” con criteri precisi invece di leggere liste intere e filtrarle dopo.
  5. Aggrega quando possibile: inviare un unico riepilogo invece di dieci notifiche separate.
  6. Monitora il consumo per scenario nelle prime settimane e intervieni su quello che consuma di più.

Make o n8n?

Make fattura per modulo eseguito (crediti), n8n per esecuzione completa del workflow. Per flussi brevi e poco frequenti la differenza è minima; per flussi lunghi, con molti passaggi o volumi alti, il modello di n8n può essere più prevedibile. Ne parlo nel confronto n8n vs Make per PMI e nella guida ai prezzi di n8n. Se vuoi partire subito con Make, segui il tutorial primo scenario per gestire i lead.

In sintesi

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